Vorrei rinascere gatta

Chi mi legge forse ricorderà che avevo già scritto un articolo sul sonno ispirato dalla lettura di un libro in cui un dottore si convince che dormire tante ore sia una inutile perdita di tempo.

Non serve dilungarsi sull’ovvietà, ossia sulla considerazione che il riposo ci sia essenziale per condurre una vita equilibrata.

Vorrei però sottolineare in quanti modi la mancanza di sonno possa influenzare la quotidianità di una persona.

Primo: se di notte non dormi, di giorno sei inevitabilmente nervosa.

Essere paziente rasenta l’utopia, ne sei consapevole e ti ritrovi a combattere l’impulso di ringhiare al posto di parlare.

Secondo: se di notte non dormi, di giorno sei stanca morta.

Dove stanca sta per fiacca e svogliata, e significa che portare a compimento il più piccolo compito ti richiede una fatica immane.

Terzo: se di notte non dormi, di giorno devi comunque abbandonare il letto per condurre una vita che appaia equilibrata.

Fingere, e impegnarsi nella recita in modo tale da convincere prima di tutti te stessa che in fondo ce la fai. Non sei poi così stanca.

Sono donna e in quanto tale posso vantare un apprendistato niente male in materia, in fondo faccio lo stesso quando ho il ciclo. Non importa se ho crampi che mi piegano in due dal dolore, si impara a conviverci. In alcuni casi si può rinunciare, evitare, rimandare, ma per lo più ci si rassegna a vivere “nonostante”.

Vorrei poter dire che si impara ad apprezzare di più le ore di sonno, invece sono il tipo che più dorme e più vorrebbe dormire. Dicono sia un processo familiare a tutti man mano che l’età avanza, difatti si sente spesso raccomandare ai bambini di approfittare della propria infanzia per schiacciare tutti i pisolini possibili, che dopo le cose cambiano. Eppure anche loro, per lo meno alcuni, faticano a dormire.

Da piccoli si tratta di imparare a farlo, a farlo di notte, a farlo per più ore consecutive, ma ecco che quando finalmente si conquista l’abilità appaiono altre difficoltà. Che sia l’insonnia o il caldo o i rumori molesti o la comparsa in casa di altri bambini, che magari nel frattempo sei cresciuta e diventata madre.

Quando non ci sono impedimenti di sorta al riposo notturno nemmeno ci si sofferma a pensarci, si tratta di un’attività data spesso per scontato. Un po’ come la capacità di andare in bicicletta, una volta conquistato l’equilibrio le rotelle diventano un ricordo sbiadito dal tempo.

Io delle due ruote riesco a fare a meno senza grande rammarico, ne ho sempre preferite quattro. Il mio bel soffice cuscino invece ho iniziato a portarmelo anche in vacanza, laddove possibile.

L’ho detto spesso, ora lo scrivo pure, caso mai l’universo leggesse i miei articoli e preferisse ricevere richieste scritte: se rinasco, vorrei farlo come gatta di casa, che ha sempre la pancia piena e in media dorme tra le 12 e le 16 ore al giorno. Ah, con buona pace del dottor Gregory Dudden, che vita quella da gatto!

Ci ritroviamo, tra una storia e l’altra. 📚

Lascia un commento