Sono tornata all’Ikea dopo diverso tempo e l’ho trovata cambiata, e non solo nei prezzi levitati. Anche io non sono più la stessa persona ritratta in questa foto, e non solo per i capelli verdi. Però una domanda continua a darmi il tormento.
Come si convince una persona a leggere il tuo libro?
Scrivere un libro è un pensiero che attraversa la mente di molti. Che ci vorrà mai? Pare che chiunque possa riuscirci. Basta guardarsi intorno: è difficile trovare un personaggio televisivo che non abbia il proprio nome sulla copertina di un libro. Un manuale, un romanzo, un’autobiografia. Son sempre libri ben confezionati, pubblicati da case editrici importanti, piazzati in tutte le librerie, sostenuti da campagne promozionali che ne garantiscono la visibilità.
Fin qui tutto lecito.
Quello che mi lascia perplessa è che spesso il contenuto di quel libro sembra passare in secondo piano rispetto al nome riportato in copertina. Poi sarà il pubblico dei lettori a decretarne il valore, ma intanto quante bellissime storie restano sconosciute a quello stesso pubblico?
Per quanto mi riguarda la vera difficoltà non sta nello scrivere un libro, sta nel farsi leggere. Non solo dagli editori, spesso silenziosi, ma da chiunque.
E questo ci riporta all’odiata domanda: come si convince una persona a leggere il tuo libro?
Me lo chiedevo al tempo di questa foto e ancora oggi non ho purtroppo illuminazioni da condividere. Però qualcosa sì che è cambiato, e sono io. Da quella foto sono passati anni. Ho continuato a scrivere, così come chi mi ama continua a spronarmi a fare, a pubblicare quando ho potuto e a riempire il computer di nuove storie che aspettano ancora il loro turno.
Così posso guardarmi indietro e affermare di non avere ancora tutte le risposte, tuttavia ho dalla mia parte la soddisfazione di essermi migliorata come scrittrice. Che solo continuando a provare e perseverando si ottengono risultati. Purtroppo non ho ritrovato questa bellissima scritta tornando all’Ikea, altrimenti avrei potuto replicare la foto reggendo fra le braccia tutti i libri che nel frattempo ho scritto. Alcuni hanno trovato la strada dei lettori, altri sono ancora in attesa di trovarla. Fortuna che di cassetti ne ho comprati (e montati) parecchi in quel negozio e, in attesa del momento propizio, ho spazio a sufficienza per tutti. Nel frattempo continuo a comprare mensole da piazzare in casa per sistemare i libri in crescita libera e a sfruttare scrivania e poltrona per fare quel che più mi piace.
Sarà per questo che quando ho in mano un libro il sorriso è ancora lo stesso e mi perdo chi mi pone domande manco fossi Rory Gilmore che immersa nella lettura non si accorge di una rissa in corso. Non le è poi andata male, considerando che così facendo è incappata nel suo primo grande amore. Ma sto divagando, forse il punto è perseverare nelle proprie passioni, ossia non convincere qualcuno a leggere il mio libro, bensì scriverlo. Solo così non dovremo mai pentirci del tempo speso a rincorrere i nostri sogni.
Ps. Attenzione, post scriptum del tutto irrilevante a meno che tu non abbia visto Una mamma per amica e Supernatural.
Ps. Una vera chance a Jess poteva anche concederla, ma forse non faccio testo visto che perfino come Winchester la mia preferenza va al fratello maggiore di Dean, che per un caso curioso in quella serie si chiama proprio Dean (Jensen Ackles), mentre Jared Padalecki è Sam. L’ho sempre trovato esilarante nella puntata in cui i fratelli capitano negli studios utilizzati per le riprese di Stars Hollow.
Comunque, ancora oggi non so come convincere qualcuno ad aprire uno dei miei libri.
So però che smettere di scrivere non mi avrebbe mai avvicinata alla risposta.
E voi? C’è una passione che avete continuato a coltivare anche quando sembrava non portare da nessuna parte?
Ci ritroviamo, tra una storia e l’altra. 📚