Sicurezza da discount

Questa volta ho iniziato a scrivere per un motivo molto semplice: verificare se la mancanza di tempo e ispirazione fossero una mera scusa. Magari sarebbe meglio definirli attenuante, dal momento che in parte spiegano l’assenza di articoli recenti in questi ultimi anni. Badate bene, non settimane, o mesi, ma anni.

Che poi, perché mai sento la necessità di giustificarmi? Forse perché sono semplicemente fatta così, in fondo tendevo a farlo perfino quando scrivevo il mio diario; non importava quanto tempo fosse trascorso dalle ultime pagine, un commento fortuito circa la mia latitanza trovava sempre modo di sfuggirmi dalla penna. Nessuno mi redarguiva al tempo e ancor meno mi aspetto recriminazioni in questo contesto, eppure ho appena scritto l’equivalente di un’esauriente sinossi per rispondere all’innato impulso a difendere me stessa.

Mi conosco, so essere rigida e poco indulgente nei miei confronti dunque reagisco traendo forza da una strategia difensiva che mi permette di creare una confidente base di partenza. Serve inoltre a ridurre la pressione delle aspettative legate a un nuovo articolo dopo così tanto tempo trascorso in silenzio. Aspettative di chi? Ma le mie, si intende, sebbene sappia che la pubblicazione dipende unicamente dal mio personale sforzo di memoria per ricordare come funzioni la gestione di un sito web.

Il nocciolo della questione è sempre lo stesso, già affrontato in passato e mai del tutto spolpato, come un osso di costina cotto male. Perché la carne diventi così morbida da abbandonare la superficie liscia cui era aggrappata dopo un lieve contatto con le labbra serve la cottura lenta. Basta sfiorarla in un dolce bacio, non occorre alcuna violenza per strapparla via, ma questa soddisfazione è nota a pochi fortunati. I più brancolano alla ricerca di un brandello di carne accecati dal fumo di una banale grigliata a cottura diretta.

L’arte per l’arte. Un assunto che possiede significato solo se siamo noi stessi a fornirgliene uno. Ha senso scrivere se nessuno legge? La risposta è che se qualcuno ne trae giovamento allora sì, perché non farlo? E se quel qualcuno sono io, come la mettiamo? Che nessuno mi vieta di scrivere per me stessa. Scontato, in particolare in quest’epoca, lapalissiano. Eppure sento l’esigenza di giustificarmi.

Perché non si può acquistare un po’ di sicurezza al discount? La vedrei bene nell’angolo delle occasioni, una singola dose di sicumera, racchiusa in una piccola confezione colorata, impilata in quelle fantastiche ceste sempre piene di prodotti variegati dove inevitabilmente si scopre qualcosa di cui si ignorava di aver bisogno. Forse non risolverebbe, finiremmo con l’esagerare comprandone troppa, oppure ci faremmo sfuggire l’occasione aspettando uno sconto maggiore o ancora potremmo regalarla convincendoci sia la scelta preferibile. In fondo non siamo affatto in grado di decidere cosa sia meglio per noi stessi.

Forse scrivere non fa per me, ma se è così qualcuno dovrà leggere e dissuadermi perché per la prima volta sono più che decisa a spostare il focus: non scrivere perché qualcuno legga e mi dica che ne vale la pena, ma scrivere perché io sono convinta che il gioco vale la candela. E se chi ha occhi e intelletto sceglierà di rivolgere lo sguardo altrove, tanto peggio per lui/lei/loro.

E dopo questa presa di posizione staremo a vedere se fioccheranno altri articoli o un nuovo romanzo che da un po’ di tempo mi frulla nella testa… io – e chi, come me, avrà voglia di stare a guardare.

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