Sarà capitato anche a voi di constatare come l’arrivo dei figli abbia fatto allontanare taluni amici: diventano neo genitori e di colpo il loro mondo si riduce al proprio piccolo orticello. Che poi uno spostamento dell’attenzione lo considero accettabile, del tutto comprensibile, mentre non condivido la totale concentrazione sul proprio giardino fiorito.
Tutte le energie e tutti i pensieri sono rivolti a quel piccolo orto, come se non ci fosse modo di curarsi di quanto prima magari si definiva importante e che ora è relegato dietro siepi altissime. Le innalzano così tanto che se per errore sbirciano fra le fronde è quasi una sorta di miracolo.
Per lo più procedono nella propria vita tutti immersi nel piccolo grande mondo che hanno creato e focalizzati esclusivamente su quello che accade all’interno, come se fuori da quel giardino tutto il resto avesse perso nitidezza.
Ma coloro che prima definivano amici?
Il tempo passa anche per loro, non solo per chi cresce partendo da zero sotto i vostri occhi.
Sono d’accordo che sia uno spettacolo irripetibile assistervi, e anzi farne attivamente parte, ma c’è soddisfazione anche a gioire delle conquiste di un amico o a stargli accanto durante i momenti difficili. Non si tratta di esperienze in opposizione, possono coesistere nella stessa vita, senza escludersi a vicenda. Anzi, possono rendere l’esistenza più ricca.
Ma occorre concedere spazio agli amici, potare quelle siepi e magari dotarle di un cancello da lasciare aperto per invitarli a entrare. Bisogna convogliare energie in tal senso e non farsi avviluppare dalle radici all’interno del giardino.
Eppure più mi guardo intorno e più vedo sorgere siepi robuste. Ogni tanto qualcuno si affaccia da lì sopra a gettare uno sguardo e un saluto, forse in risposta a una vecchia abitudine, ma subito tornano a isolarsi nel proprio lussureggiante prato fiorito.
Sarà che io il pollice verde non l’ho mai avuto, ma so che mantenere sana una pianta richiede una cura continua e consapevole, così come accade per un rapporto duraturo nel tempo. Spesso invece diamo per scontato che possano sopravvivere da soli al passare del tempo.
La semina di un terreno fertile equivale ad un meraviglioso inizio, ma non dovrebbe impedire di continuare a coltivare tutto il resto. Si tratta di una scelta quotidiana perché nella cura che impieghiamo per la buona crescita di una piantina siamo davvero i protagonisti.
È lì che possiamo fare la differenza. Scegliendo di farla crescere in armonia con altre piante da cui trarre insegnamenti e giovamento. Le stesse che ci hanno accompagnato prima ancora che nascesse quel primo fiore nel nostro giardino.